La manifestazione oggi:
La manifestazione si svolge verso la metà di Dicembre e si propone come festa in piazza per riscoprire, in termini culinari, la cultura e le tradizioni del paese. Uccidere il maiale durante il periodo invernale è ancora un ricordo vivo in buona parte della popolazione.
Il maiale era ricchezza per la famiglia, significava carne dopo tanta polenta, niente veniva gettato: le ossa, il muso (con le sue sei qualità di carne), la coda, i gelatinosi nervetti, tutto veniva cotto per ore ed ore e servito fumante agli esultanti commensali.
Riproporre l'usanza è ritornare a raccontare delle radici, una storia, una cultura.
La manifestazione non è partecipata solo da persone nostalgiche e di una certa età; forse la novità, la semplicità, la storia che vive nella festa la rende un momento eccezionale anche per i giovani.
Un menu vecchio stile con sampet, grugnin, oreci, polenta e grepole, fagioli con le cotiche, ossi di maiale, coin, cotechino, braciole ma anche il tradizionale risotto alla pilota e costine.